Fisiokinetic Sportaround e Camila Giorgi

Fisiokinetic con Camila Giorgi agli Australian Open

 

Giovanni Santarelli, fisioterapista e fondatore con Simone Casarosa di Fisiokinetic, Centro di Riabilitazione e Fisioterapia di Pisa, accompagnerà la giovane tennista italiana Camila Giorgi a Melbourne, per assisterla durante le fatiche dell’Australian Open.

 

Camila Giorgi è una delle giovani donne del nostro tennis: a soli 23 anni è già numero 34 della classifica mondiale. Nata a Macerata da genitori argentini nel 1991, gioca a tennis praticamente da sempre; professionista dal 2006, è tra le migliori 100 al mondo già a 21 anni.

 

Un infortunio alla spalla e un accordo con la Federazione Italiana Tennis la portano nel 2013 al centro Coni di Tirrenia, dove torna spesso per le cure e gli allenamenti. È qui che sente parlare del centro Fisiokinetic che ha sede nella vicina Casa di Cura San Rossore a Pisa. Nell’autunno 2014 li contatta per consulenze, test e preparazione atletica.

 

Il settore specifico all’interno di Fisiokinetic, “Sportaround” ( team multidisciplinare comprendente fisioterapisti, medici, preparatori fisici e specialisti della respirazione), ha l’obiettivo di curare la preparazione fisica dell’atleta a 360° mediante l’ausilio di strumentazione tecnologica avanzata per il monitoraggio integrato delle risposte adattative respiratorie, cardiovascolari e metaboliche allo stress fisico.

 

L’intesa è immediata, tanto che Camila chiede subito a Giovanni Santarelli, che la segue al centro, di accompagnarla durante i principali tornei della stagione 2015.

 

Tutto comincerà il 19 gennaio a Melbourne, dove Camila è già nel tabellone principale con altri 10 italiani. Ma l’Australian Open è solo l’inizio: Giovanni Santarelli e con lui tutto il centro Fisiokinetic accompagneranno Camila Giorgi nella sua scalata alla classifica mondiale.

 

 

Camila Giorgi Fisiokinetic

Fisiokinetic Sportaround e Camila Giorgi ultima modidfica: 2015-01-07T11:47:30+00:00 da Fisiokinetic

Gyrotonic arriva al Centro Fisiokinetic

Finalmente anche al Centro Fisiokinetic potrete venire a provare e praticare GYROTONIC®, ovviamente sempre seguiti e monitorati dall’istruttore certificato.

Cos’è GYROTONIC®

Gyrotonic in praticaGYROTONIC® è un sistema di allenamento inventato all’inizio degli anni ’80 da Juliu Horvath, atleta ed ex-ballerino, che ha lo scopo di agevolare la ricerca del benessere fisico attraverso la convinzione del profondo connubio che lega corpo e spirito.

Grazie alle resistenze mitigate dalla tripla riduzione della carrucola, elimina tutte le scosse tipiche di questo tipo di supporti e permette di concentrarsi senza timori sui movimenti.

La caratteristica principale di GYROTONIC® è di favorire esercizi tridimensionali, circolari e armonici, da sincronizzare a precisi schemi respiratori, che allungano e contemporaneamente potenziano i muscoli.

I benefici di GYROTONIC®

La pratica di GYROTONIC® mira a fornire un benessere completo e quindi a migliorare il tono muscolare di ogni parte del corpo. Se necessario, però può essere utilizzata per trovare una soluzione armonica a problemi e blocchi specifici.

  • Lo strumento GyrotonicNella respirazione: sblocca il diaframma, migliora la capacità polmonare, il flusso arterioso e la resistenza fisica.
  • Per l’apparato scheletrico: crea un supporto bilanciato, decomprime le articolazioni e incrementa la flessibilità e la capacità funzionale della colonna vertebrale.
  • Per l’equilibrio: migliora la coordinazione neuromuscolare e quindi la postura.
  • Tonifica e rimodella il tono muscolare.
  • Riabilita il pavimento pelvico.
  • Favorisce un recupero rapido ed efficace dopo una prestazione sportiva e di conseguenza migliora le successive.
  • Rinforzando i sistemi articolare, scheletrico e muscolare limita e previene gli infortuni.
  • Nell’età dello sviluppo può aiutare ad armonizzare la crescita di ossa e apparato muscolare attraverso l’allungamento bilanciato.

 

Le lezioni con GYROTONIC®

Aperte a tutti: è una disciplina priva di controindicazioni, adatta anche ai momenti più delicati dello sviluppo.
Le lezioni sono singole e della durata di 55 minuti e chi usa lo strumento viene seguito e monitorato costantemente da un istruttore certificato GYROTONIC®.

Chiamaci o vienici a trovare per saperne di più e prenotare la tua lezione con GYROTONIC®!

Gyrotonic arriva al Centro Fisiokinetic ultima modidfica: 2013-12-20T13:12:52+00:00 da Fisiokinetic

Preparazione atletica per lo sci e la settimana bianca

Esercizi di preparazione atletica per lo sci

È ottobre il momento migliore per iniziare la preparazione atletica per lo sci. Solo in questo modo si avrà la preparazione giusta per godersi le piste dal primo all’ultimo giorno.

Per farlo però non sono sufficienti la partita di calcetto del giovedì o la corsa della domenica: lo sci è un insieme di destrezza, forza e resistenza in un contesto di velocità e instabilità create da neve e pendenza.

Il lavoro di avvicinamento alla settimana bianca deve seguire una programmazione specifica che prepari l’organismo, le gambe in particolare, a essere reattive e controllabili per tutta la giornata e per tutti i giorni di vacanza.

La prima fase riguarda i test fisici (come il test isocinetico e la pedana di bosco) e propriocettivi che danno indicazioni sullo stato di forma.
Sulla base dei risultati e sulle caratteristiche fisiche individuali e il livello tecnico, viene proposto un tipo di allenamento che andrà a migliorare la forza generale (in particolare quella eccentrica) in combinazione con la forza esplosiva, la rapidità, l’instabilità e la resistenza lattacida.

Quali benefici si ottengono con questo tipo di preparazione fisica?
1) Benefici di prestazione.
Il principiante migliorerà la sua tecnica più facilmente e lo sciatore esperto non soffrirà sicuramente della stanchezza di fine giornata.
2) Riduzione degli infortuni traumatici
Grazie alla preparazione atletica, le articolazioni (specialmente quelle del ginocchio) saranno già “pronte” a rispondere a tutti gli stimoli.
La causa più frequente di questi infortuni, che non riguardano solo i principianti, anzi, statisticamente più lo sciatore esperto, sono la stanchezza e le gambe poco preparate all’imprevedibilità della neve.

Preparazione atletica per lo sci e la settimana bianca ultima modidfica: 2013-10-09T13:05:50+00:00 da Fisiokinetic

La preparazione nel calcio e la prevenzione degli infortuni del giovane calciatore

riabilitazione e infortuni calcioLa preparazione alla stagione agonistica nel calcio, ma in generale in tutto lo sport, è un aspetto fondamentale per la prevenzione degli infortuni, ma viene troppo spesso trascurata.

Di conseguenza negli ultimi anni si è registrato un incremento del numero di infortuni di qualsiasi tipo, per ogni segmento corporeo e in tutte le fasce d’età.
Il calcio è sicuramente uno degli sport in cui si conta il maggior numero di traumi: vediamo perché.

Studio sugli infortuni

L’infortunio è la conseguenza di un incidente fisico, ovvero di un evento dannoso e imprevedibile.
Uno dei più importanti studi in merito agli infortuni nel calcio è quello svolto alcuni anni fa dal Settore Giovanile e Scolastico della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Più di 600 giovani della categoria Allievi (16-17 anni) dovevano elencare le varie patologie sofferte dalla loro appartenenza alla categoria Pulcini (6-8 anni). In particolare dovevano indicare il tipo di lesione subita, la categoria in cui era avvenuta, le modalità e le cause dell’incidente e la regione anatomica interessata.

Da questa indagine è risultato che:

  • la maggior parte delle lesioni traumatiche avvengono durante le partite (48,6%), seguite da quelle da sovraccarichi funzionali (27,3%), e da lesioni procurate in allenamento (20,1%);
  • come tipologie le più frequenti sono le distorsioni (41,5%), dopo le fratture (21%), a seguire le osteocondrosi (16%) ed infine le lesioni muscolari (13,3%);
  • le regioni anatomiche maggiormente interessate sono: caviglie (31,1%), cosce (21%), ginocchia (19%), gambe (4,9%), bacino (4%), piedi (3,9%) e spalle (3,8%).

Lo studio mette in luce una sostanziale diversità fra gli infortuni del calcio giovanile rispetto a quello degli adulti.
I giovani calciatori hanno lesioni simili a quelle id altri atleti di pari età: ciò che conta, quindi, non è tanto lo sport praticato quanto la fase di crescita in cui viene svolto.

La prevenzione

La prevenzione è quindi lo strumento necessario per ridurre l’incidenza degli infortuni nel calcio e nello sport in generale e include tutte le azioni finalizzate a impedire o ridurre il rischio che si verifichino eventi non desiderati.

In medicina esistono 3 tipi di prevenzione:

  • prevenzione primaria: tutti i comportamenti atti ad evitare/ridurre l’insorgenza/sviluppo di una patologia;
  • prevenzione secondaria: valutazione della presenza dei fattori di rischio per la diagnosi precoce di una patologia, così da poter intervenire precocemente e aumentando le opportunità di prevenire la progressione e/o ridurre gli effetti negativi
  • prevenzione terziaria: riduce l’impatto negativo di una patologia presente, le complicanze e le probabilità di recidiva.

Nella medicina in generale e nello sport la forma di prevenzione più importante è pertanto quella primaria. Anche se non vanno trascurate le altre, nei calciatori infatti si osservano spesso recidive dovute a trattamenti non idoneo.

Allenare la capacità propriocettiva nel calcio

La propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei muscoli anche senza il supporto della vista.
Questa funzione è svolta da specifici recettori denominati propriocettori che sono sensibili agli stimoli provenienti dall’interno del nostro organismo.
È quindi di fondamentale importanza nel controllo del movimento da parte dell’organismo stesso.

Uno studio pubblicato dall’Università di Santa Monica nel 2005 prevedeva l’inserimento di esercitazioni propriocettive nelle normali sedute di allenamento di circa 3000 calciatrici. I risultati sono stati nettamente positivi.

E molti altri lavori successi hanno confermato l’importanza di allenare in maniera preventiva le strutture propriocettive articolari e neuromuscolari.

L’allenamento propriocettivo viene utilizzato in 3 fasi diverse dell’attività calcistica:

  1. nella rieducazione post-traumatica;
  2. nella preparazione atletica;
  3. nella prevenzione.

L’importanza del riscaldamento e dell’attivazione muscolare

Allungamento, riscaldamento e preparazione nel calcioLa fase centrale dell’allenamento deve essere preceduta dal cosiddetto riscaldamento, ovvero da “tutte le misure che, prima di un carico (di lavoro fisico) sportivo, servono sia a creare uno stato di preparazione psicofisico e cinestesico-coordinativo ottimale sia alla prevenzione degli infortuni” (Weineck, 1998).
I muscoli e i tendini a riposo hanno una temperatura di circa 36°C e il loro rendimento ottimale si ha intorno ai 38°C perché diminuiscono gli attriti tra le articolazioni, i tendini scorrono più facilmente, c’è un aumento della lubrificazione sinoviale e un maggior apporto di nutrienti ai muscoli.
Con attivazione muscolare si intende la fase di riscaldamento con esercizi o una corsa blanda per mettere in moto l’organismo e innalzare la temperatura corporea.
Per riscaldamento dinamico muscolare si intende la fase con esercizi generali o specifici di media intensità.
Queste due fasi del riscaldamento, se effettuate nella giusta maniera, possono rappresentare la difesa più efficace contro le possibili lesioni muscolari.

Tra le migliori tecniche di allungamento vogliamo ricordare: la Mezieres e la rieducazione posturale globale -RPG-, entrambe basate sull’allungamento delle catene muscolari, perché i muscoli non sono strutture indipendenti le une dalle altre, ma collegate in lunghe concatenazioni.
Allungare solo una parte della catena muscolare, come nello stretching analitico, non ha senso perché l’elasticità di un muscolo è strettamente legata a quella dei muscoli appartenenti alla stessa catena.
Queste tecniche vengono definite allungamenti globali attivi decompensati, poiché questo tipo di allungamento permette di eliminare tutti quei “compensi” che si possono verificare nell’allungamento analitico.
Nella pratica sportiva, questa forma di allungamento è rivolta alla rieducazione posturale per la prevenzione e il trattamento delle alterazioni dell’equilibrio tonico dei muscoli.

Migliorare la mobilità articolare

Il concetto di prevenzione prevede anche un miglioramento della mobilità articolare la quale rappresenta un “presupposto elementare per un’esecuzione qualitativamente e quantitativamente migliore di un movimento” (Harre, 1976).

Diversi studi hanno dimostrato che nel calcio, con un miglioramento di questa capacità si ha un’ottimizzazione delle capacità condizionali. Una muscolatura allungata e con maggior possibilità di allungamento esprime una forza maggiore, si possono osservare vantaggi anche nella rapidità (grazie ad un maggior impulso di forza nella spinta a terra del piede) e nella resistenza (aumento dell’economia della corsa e minor dispendio di energia).
Oltre ad avere effetti positivi sulla prestazione, la mobilità articolare ha un importantissimo ruolo nella prevenzione degli infortuni. “Un suo sviluppo ottimale produce una maggiore elasticità, capacità di allungamento e di rilassamento dei muscoli, dei tendini e dei legamenti interessati, fornendo così un importante contributo ad una buona tollerabilità del carico ed alla prevenzione degli infortuni” (Weineck, 1998).
Una muscolatura ben sviluppata rappresenta la forma di protezione più efficace per l’apparato locomotore e di sostegno. Nel calcio l’allenamento della forza è necessario per un incremento della capacità specifica di prestazione, per una maggiore efficacia delle capacità tecniche, per la preparazione fisica generale e per la prevenzione dei traumi.

Attenzioni per il settore giovanile

La preparazione nel calcio giovanileAl fine di prevenire gli infortuni nel settore giovanile del calcio, è opportuno inserire nella programmazione annuale esercizi che allenino le strutture propriocettive articolari e neuromuscolari, la cura della fase di riscaldamento, il miglioramento e il consolidamento sia della mobilità articolare che della forza senza tralasciare l’allungamento muscolare tramite le tecniche globali attive di allungamento.
Tutto ciò deve rientrare in un più ampio concetto di programmazione pluriennale che comprende:

  1. la valutazione delle abilità motorie;
  2. il lavoro sui deficit motori;
  3. la ripetizione di esercitazioni preventive con stimoli allenanti;
  4. il monitoraggio dei miglioramenti delle capacità allenate per garantire una continuità nel processo formativo.

 

A cura del Dott. Simone Casarosa
Professore a contratto in Scienze Motorie c/o l’Università di Pisa
Responsabile della struttura sanitaria Fisiokinetic
per maggiori infromazioni contattami a: casarosa@fisiokinetic.com

La preparazione nel calcio e la prevenzione degli infortuni del giovane calciatore ultima modidfica: 2010-12-02T13:06:07+00:00 da Fisiokinetic

Cos’è la propriocezione e come possiamo stimolarla

La propriocezione è quella funzione che ci permette di conoscere, ad ogni istante, i movimenti e i compiti che il nostro corpo sta svolgendo. Alcuni recettori sensoriali nei muscoli, nei tendini e nelle capsule articolari, chiamati propriocettori, ci segnalano la posizione di un arto o il movimento che quell’arto sta compiendo.
Esistono dei recettori propriocettivi specifici che sono posti nella capsula articolare di ogni articolazione che ci forniscono informazioni sull’angolazione e sugli spostamenti di tale segmento corporeo.

Eventi traumatici o patologie cronico-degenerative possono attuare meccanismi lesivi che coinvolgono anche questi recettori, portando l’articolazione e i suoi movimenti a una condizione di instabilità per la perdita di informazioni nervose. Il caso classico è rappresentato dalle recidive nelle distorsioni di caviglia che si ripetono perché i recettori propriocettivi lesi non hanno eseguito esercitazioni specifiche per il ripristino delle loro funzioni.

Proprio per questo tra gli obiettivi del progetto riabilitativo, è necessario inserire il recupero della sensibilità propriocettiva.
I classici esercizi propriocettivi sono quelli con le tavolette di Freeman. Il segmento corporeo interessato poggia su tavolette instabili, poggiate su semisfere che creano un’instabilità che serve a sollecitare i recettori e aiuta a riprogrammare la loro funzione. In questo modo il paziente ritrova la necessaria capacità di controllo, di previsione del movimento e coordinazione.

Gli esercizi propriocettivi si distinguono generalmente tre fasi:

  • esercizi in scarico: il paziente esegue il compito motorio senza caricare l’articolazione interessata.
  • esercizi in carico parziale: si comincia a caricare l’articolazione interessata, variando il carico dal 20 all’80% a seconda del caso specifico
  • esercizi in carico totale: nell’ultima fase della riabilitazione, soprattutto in quella sportiva, vengono proposte sollecitazioni per ridare al paziente la necessaria sicurezza.

Al Centro Fisiokinetic fra le altre attrezzature per gli esercizi propriocettivi utilizziamo una tavola instabile computerizzata, la tavola elettronica Libra, che consente di personalizzare gli esercizi e di motivare il paziente al raggiungimento degli obiettivi.

Cos’è la propriocezione e come possiamo stimolarla ultima modidfica: 2010-10-20T17:02:26+00:00 da Fisiokinetic

La chinesiterapia come strumento chiave del processo riabilitativo

La chinesiterapia è un insieme di tecniche che hanno l’obiettivo di curare attraverso il movimento o, secondo una più recente indicazione semiologica, la terapia del movimento utile a riportare il più possibile vicino alla normalità un movimento alterato.

Al Centro Fisiokinetic la chinesiterapia viene ampiamente utilizzata perché crediamo fermamente nella ricerca del riequilibrio articolare e muscolare come elementi essenziali per la riuscita ottimale del trattamento fisioterapico.

Riteniamo infatti che le terapie farmacologiche e quelle fisiche come il laser, la tecar o la ionoforesi siano importanti per il loro effetto sul sintomo, senza però negare la valutazione e una cura del danno articolare, muscolare e propriocettivo che consenta un completo recupero della lesione.
Per questo le tecniche di chinesiterapiche effettuate manualmente sono le migliori, perché consentono al fisioterapista una valutazione continua con un feed-back diretto con il paziente.

La chinesiterapia si può classicamente suddividere in 3 tipologie, passiva, assistita e attiva.

Nella passiva il paziente partecipa semplicemente ricercando la massima decontrazione in modo da consentire al fisioterapista di recuperare l’ampiezza del movimento tramite manovre di trazioni, pompage articolari e spostamenti effettuati manualmente.

Nell’assistita e nell’attiva, invece, è il paziente che volontariamente esegue i movimenti suggeriti, coadiuvato o meno dal fisioterapista. Può essere utilizzata la resistenza offerta dalla sola forza di gravità, o da sovraccarichi esterni, come una resistenza manuale, piccoli pesi o addirittura esercitazioni specifiche con l’utilizzo di macchinari quali la pressa, la leg extension, l’ercolina. In questo caso vengono proposti macchinari con resistenza ad aria compressa, molto dolce e progressiva e quindi particolarmente adatta a queste fasi della riabilitazione.

Curiamo infine il ritorno alle attività della vita quotidiana più importanti per il paziente e, se il caso lo richiede, il ritorno a quella sportiva.

La chinesiterapia come strumento chiave del processo riabilitativo ultima modidfica: 2010-10-19T17:05:15+00:00 da Fisiokinetic

Massoterapia – Metodi e le tecniche della fisioterapia manuale

In fisioterapia il massaggio è un insieme di manovre manuali eseguite sui tessuti molli a scopo terapeutico, tecnicamente lo chiamiamo massoterapia.
L’origine del massaggio è databile, come minimo, al 2598 a.C., quando, nell’ambito della medicina cinese, è stato ritrovato il primo documento scritto a riguardo.

Il massaggio direttamente o indirettamente induce effetti su vari distretti corporei:

  • sulla cute con azione sulle fibre connettivali;
  • sulla circolazione ematica e linfatica con azione antiedemigena e drenante;
  • sui muscoli con azione, a seconda del tipo di massaggio, di aumento o diminuzione del tono o con un’azione di scarico sui muscoli affaticati;
  • sul sistema nervoso con azione di tipo anche psicologico, e sempre in relazione al tipo di massaggio, di rilassamento o di stimolazione.

In quest’attività, con una spiccata componente istintiva, è indispensabile che si instauri un rapporto tra paziente e fisioterapista.
Le classiche tipologie di massaggio sono lo sfioramento, la frizione, l’impastamento, la percussione e la vibrazione, tecniche che vengono usate a seconda del tipo di patologia o di effetto che si vuole ottenere.

Esiste poi il massaggio sportivo che ha fra i suoi scopi principali l’eliminazione di stati di tensione ipertonici e la rimozione dei prodotti del metabolismo muscolare. Vengono effettuati tipi di massaggio differenti nel pre-gara, nelle varie fasi di allenamento e nel momento di rigenerazione.

Di particolare interesse, e ampiamente praticato al Centro Fisiokinetic, è il massaggio trasversale profondo diffusosi in Europa grazie all’inglese Cyriax e particolarmente indicato negli stadi infiammatori o post-traumatici di muscoli, tendini e legamenti. Vengono eseguite piccole mobilizzazioni attraverso l’azione dell’indice rinforzato a cavalcadito dal medio, in senso trasversale rispetto al tessuto da trattare e direttamente sui punti dolorosi. Questo tipo di massaggio ha lo scopo di frantumare i piccoli ematomi e favorirne il riassorbimento, ridurre le aderenze e indurre un effetto analgesico per la stimolazione dei recettori sensitivi.

Massoterapia – Metodi e le tecniche della fisioterapia manuale ultima modidfica: 2010-10-17T17:15:35+00:00 da Fisiokinetic

Rieducazione Posturale Globale – Metodi e le tecniche della fisioterapia manuale

La Rieducazione Posturale Globale è una tecnica di terapia manuale sviluppata da P. E. Souchard, fisioterapista francese, che mira a riequilibrare e riorganizzare l’apparato muscolo-scheletrico in presenza di alterazioni posturali.

La filosofia della tecnica parte da considerazioni generali su aspetti che condizionano la postura: alcune funzioni basilari hanno la supremazia sulle altre e ci consentono di vivere in condizione di omeostasi cioè secondo un principio di economia e comfort. Fra queste abbiamo:

  • la respirazione che si manifesta attraverso i muscoli inspiratori, di cui il più importante è il diaframma;
  • l’alimentazione, che dal punto di vista funzionale esalta i muscoli che portano il cibo alla bocca, e che poi corrispondono anche quelli antigravitari;
  • la funzione statica, che si evidenzia nel bambino con l’attitudine estensoria che forma prima la lordosi cervicale e poi le altre curve della colonna vertebrale e la volta plantare. In base alla direzione della forza di gravità si sviluppa così la muscolatura statica antigravitaria.

I muscoli della statica e delle funzioni principali sono in attività anche nei periodi considerati di riposo proprio per garantire la stabilità attraverso un complesso sistema di autoregolazione posturale. I muscoli della dinamica sono invece quelli che permettono i movimenti volontari e gli spostamenti.

La conseguenza principale di questo sistema è che i muscoli statici, essendo sempre attivi, tendono alla rigidità e all’accorciamento. Tale modificazione può propagarsi ai vari segmenti ossei finché si fissa in una patologia.
Souchard ha individuato le catene muscolari responsabili della funzione e gestione di queste attività fondamentali e le posture più adatte per metterle in tensione, stirarle e riequilibrarle.

Questo lavoro viene svolto attraverso correzioni e mobilizzazioni manuali che riposizionano i vari segmenti ossei in maniera corretta. Con un approccio globale vengono così eliminate a ritroso tutte le compensazioni che il nostro organismo ha messo in atto per evitare il dolore. E il fisioterapista può accorgersi dei compensi e di correggerli tempestivamente attraverso la messa in tensione globale delle catene muscolari durante la postura. La scelta della postura viene effettuata dal fisioterapista in base a una sua valutazione morfologica e funzionale.

Le patologie che meglio si giovano di questa tecnica di terapia manuale sono le algie del rachide (lombalgia, sciatalgia, cervicalgia, sacroileite), la scoliosi, la pubalgia, la spalla cronica e in generale i dolori cronici.

Per ulteriori informazioni consultare il sito.

Rieducazione Posturale Globale – Metodi e le tecniche della fisioterapia manuale ultima modidfica: 2010-10-17T17:11:54+00:00 da Fisiokinetic

Il metodo McKenzie – Metodi e le tecniche della fisioterapia manuale

Il metodo McKenzie è una della tecniche di mobilizzazione articolare che vengono utilizzate al Centro Fisiokinetic. È un sistema di diagnosi e trattamento dei dolori del rachide cervicale e lombare sviluppato da Robin McKenzie, fisioterapista neozelandese.

Il metodo McKenzie si basa sul mantenimento di posture corrette e sull’esecuzione di esercizi specifici per trattare alcune forme di lombalgia e cervicalgia, in particolare quelle generate da cause di tipo meccanico (legate al mantenimento di posture scorrette o all’esecuzione di movimenti dannosi).

Gli esercizi sono messi a punto per ciascun paziente, poiché i problemi meccanici della colonna variano da individuo ad individuo.
Gli esercizi, se eseguiti correttamente, a poco a poco comportano una sensibile diminuzione del dolore che, dalle zone più “periferiche” del corpo, si porterà più vicino alla colonna vertebrale, fino a scomparire gradualmente. Questa centralizzazione è l’unica chiara indicazione che consente di stabilire se gli esercizi che vengono eseguiti in ripetizioni sono idonei alla risoluzione del problema.

Il metodo McKenzie punta sul coinvolgimento e la partecipazione attiva del paziente per la risoluzione dell’episodio in corso, e soprattutto gli fornisce i mezzi per prevenire le ricadute.
Inizialmente il fisioterapista applica tecniche manuali avanzate sul paziente, con sovrappressioni e mobilizzazioni, applicando una forza esterna.
Questo porterà il paziente a uno stadio da cui sarà poi possibile procedere con l’auto-trattamento. Fase a cui Mc Kenzie dà molta importanza, ma che risulta efficace solo dopo che sono state fornite le chiavi di comprensione del fenomeno algico e il paziente sarà in grado di controllare e trattare il proprio dolore con sicurezza ed efficacia e gli renderà possibile una veloce indipendenza dalla figura del fisioterapista e una trattamento autonomo a lungo termine.

In questo modo la terapia diventa profilassi e si sviluppa un programma a lungo termine specifico e semplice, basato su istruzioni molto chiare tra cui:

  • istruzioni e consigli posturali;
  • istruzioni e consigli ergonomici;
  • mantenimento dell’arco di movimento;
  • equilibrio degli stress e delle tensioni meccaniche;
  • interpretazione dei segnali di avvertimento ed azione;
  • incoraggiamento ad una maggiore attività;
  • specifici esercizi di routine.

Il metodo è particolarmente indicato per: lombalgia, sciatalgia, cervicalgia e cervicobrachialigia. 

Per ulteriori informazioni consultare il sito McKenzie Italia.

Il metodo McKenzie – Metodi e le tecniche della fisioterapia manuale ultima modidfica: 2010-10-17T17:08:19+00:00 da Fisiokinetic